
Il viaggio verso Est, verso casa, è sempre lungo, il traffico riesce tutte le volte a trovare una nuova modalità per renderlo ancora più faticoso, superata la Serenissima, quando ci si arriva a quel cartello autostradale che indica l’uscita con il nome di una DOC (Latisana) il cuore inizia a battere un po' più forte.
Il navigatore mi ricorda che l’uscita da prendere è quella di Palmanova, e mi accompagna veloce fino all’ ingresso della Tenuta Pribus.
Entrati nel cortile ci si presenta un grande spazio racchiuso tra delle costruzioni che formano una L negli altri due lati del perimetro dell’ aia sono delle siepi a fungere da mura.
Il tutto è ben curato, ordinato, pulito. Accogliente.
Sfrutto l’ombra di uno degli alberi che fa la guardia e parcheggio. Non ho un appuntamento, ma la Tenuta Pribus è proprio di strada e non potevo non fermarmi a visitarla, inoltre, coltivano uve Tazzelenghe e producono il vino Tazzelenghe al di fuori dei Colli Orientali Del Friuli è questo mi incuriosisce ulteriormente.
Spenta l’auto squilla il telefono, rispondo, Ciao, sono Francesco della Tenuta Pribus, ho visto la tua mail, ci piace la tua iniziativa sul Tazzelenghe.
INCREDIBILE !!!
Io: “ho appena parcheggiato qui in cortile da voi” – Neanche finita la frase che Francesco esce da una moderna porta a vetri scorrevole e alza le braccia al cielo.
INCREDIBILE!!!
Mi accoglie nello spazio dedicato alle degustazioni, ci accomodiamo su un enorme e bellissimo tavolo in legno chiaro.
Il signor Budai ci racconterà che è legno recuperato da un albero colpito da un fulmine.
Francesco è un ospite eccellente, ci racconta dei quaranta ettari di cui è composta la Tenuta, dell' ottimo olio che producono e dei 25 ettari coltivati a vigna.
Ci sono proprio tutti, Il Tocai (non ci arrenderemo mai a chiamarlo Friulano), lo Chardonnay ormai quasi più friulano che foresto, il Pinot Grigio ormai totalmente friulano (le foglie tra loro parlano dialetto, le ho sentite io). Il Sauvignon che, tra gli internazionali, è stato il primo ad abbandonare i panni dello straniero. Fiero, anche se meno conosciuto il Pinot Bianco. La mondana Ribolla Gialla, ormai le sue bollicine rallegrano moltissime feste. Il Merlot, badate bene quando è coltivato in Friuli la T finale va pronunciata, il timido Cabernet Franc e il più popolare Cabernet Sauvignon, lo snob del gruppo, il Pinot Nero. Il padrone di casa il Refosco Dal Peduncolo Rosso, e lui, il nostro eroe, Il Tazzelenghe.
Francesco ci racconta che Tenuta Pribus eredita la storia di Tenuta Beltrame, grazie all’acquisizione dell’azienda da parte della famiglia Budai che si prefigge fin da subito l’obiettivo di preservare, valorizzare e migliorare l'eredità e l'impianto originario della tenuta. Confesso, quando il signor Budai, conosciuto il giorno dopo, mi ha stretto la mano apostrofandomi come: “quello del Tazzelenghe” mi sono emozionato, e ho pensato: “magari un giorno lo sarò davvero”. Questi sono luoghi grondanti storia, Il conte Danielle Antonini, antico proprietario della tenuta, fu allievo di Galileo Galilei, il logo aziendale che rappresenta una goccia, di vino, di olio, di passione, di quella fatica indispensabile per poter creare qualità, è ispirata ad un disegno tecnico presente in documenti scambiati tra Galileo Galilei e Il conte Antonini. In azienda è esposto il foglio originale.
In cantina troviamo il massimo della tecnologia possibile, temperature di fermentazione controllate da un computer, Acciaio inox per la vinificazione e botti di legno per l’affinamento delle etichette più importanti.
Le uve vengono raccolte a mano e solo i grappoli migliore si trasformeranno nei vini DOC e IGT dell’azienda.
Un bellissimo salone ospita un enorme camino, La mia anima da ristoratore mi fa esclamare: “qui ci starebbe benissimo un bel Wine Bar dove proporre tutti i vini aziendali”, quasi candidandomi alla gestione, “Oggi ci organizziamo eventi e stiamo già portando avanti un progetto con un importante ristorante della zona, ci saranno grandi novità” questa le risposta della proprietà.
Chiacchierando con Francesco scopro che anche lui ha radici in Carnia, Ci siamo ancora più simpatici.
Ecco la domanda che aspettavo con ansia, Francesco prende coraggio: “cosa assaggiamo, prima del Tazzelenghe ?”
Secondo me non si può iniziare che dal Tocai. (non ci arrenderemo mai a chiamarlo Friulano) La risposta è stata quasi inutile, non solo perché in qualche modo la scelta era scontata ma soprattutto perché pian piano abbiamo assaggiato tutti i vini di questa bellissima realtà.
Il Tocai (non ci arrenderemo mai a chiamarlo Friulano) nel suo essere tipico, predilige l’eleganza e la bevibilità, si potrebbe riciclare questo commento anche per il Sauvignon e per i suoi profumi.
Francesco ci racconta di come la firma aziendale sia una grande verticalità, una semplice eleganza, una beva piacevole.
Condivido questa descrizione e riscontro queste caratteristiche anche nella Ribolla Gialla.
Tutti i vini esprimono esattamente le caratteristiche del vitigno da cui provengono ed hanno in comune lo stile produttivo ben raccontato dal padrone di casa.
Poi assaggiamo il Pinot Bianco, l’ultimo arrivato, se la prima annata è così buona varrà la pena segnarsi in agenda di comprare qualche bottiglia ogni anno per i prossimi 1000 anni. La bollicina di Ribolla Gialla a me (mi) piace, è semplice e piacevole. Adatta ad un aperitivo, ad accompagnare due fette di salame sotto un fresco pergolato in una tarda e calda mattinata estiva. (lo so, sembra quasi il titolo di un film della Wertmüller).
Oggi deve essere proprio la mia giornata fortunata, non faccio in tempo a pensare al salame che ecco comparirne qualche fetta, accompagnata da del prosciutto crudo e da del formaggio.
Basta un morso per incrociare lo sguardo di Francesco e pronunciare contemporaneamente, Sauris !!! per la fredda cronaca, Il crudo era un San Daniele e il formaggio del Montasio.
Arriva un'altra novità, il Merlot rosè, Piacevole, leggibilissimo lo stile aziendale. Facciamogli accompagnare un fritto misto, potrebbe darci soddisfazioni.
Ecco i rossi della linea Augusta. La precedenza la diamo al Refosco Dal Peduncolo Rosso. Il tannino si presenta subito e si fa riconoscere per eleganza, apre il palato a tutta la complessità del vino. Pieno, ricco anche sapido.
Il Cabernet mi convince pienamente, probabilmente il miglior prodotto tra quelli degustati. Il Cabernet Franc porta freschezza e spezie il Cabebet Sauvignon frutta rossa, eleganza e struttura. L’affinamento in legno “lega il tutto” e lo arricchisce di note tostate. Stappatelo per accompagnare un secondo piatto importante, se non finisce accompagnerà il lieto conversar di fine pasto.
Sono Pronto, sono carico, come mi chiese quella sera di tantissimi anni fa, Louise Veronica Ciccone guardandomi attraverso lo schermo della mia televisione, sono caldo.
Posso assaggiare il primo Tazzelenghe di questo mio nuovo viaggio chiamato Tazzelenghe Wine World.
E lui, è Proprio lui, Ancora un filino scorbutico, la bottiglia che mi sono comprato la stapperò tra almeno un anno, ma è esattamente lui. Il colore è vivo, Porpora, molto acceso. Il profumo chiama la frutta, direi la prugna ma sullo sfondo si fanno già notare le note speziate. La spalla acida si fa sentire in tutta la sua muscolarità, oggi ci aiuta alla beva, nel tempo garantirà una corretta evoluzione. Buono, sono soddisfatto.
La Tenuta Pribus è un posto incantevole, per chi arriva da Ovest una sorta di primo approdo, la stazione di posta dove dissetare l’anima.
I suoi vini sono dritti, diretti, schietti. Raccontano la tipicità del vitigno e la particolarità della zona da cui provengono.
Grazie signor Budai, grazie Svetlana e soprattutto un enorme abbraccio a Francesco.
W W IL TAZZELENGHE !!!







