02 Dec
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Il Tazzelenghe è un vitigno a bacca rossa autoctono del Friuli Venezia Giulia. 

Enos Costantini, l'esperto che più di tutti ha studiato il legame tra i vitigni friulani e il loro territorio, nel suo libro Vigne, Vigneti e Vignaioli descrive spesso queste varietà come figli diretti della terra friulana, nati per selezione naturale e contadina. 

Anche gli studi del Professor Attilio Scienza dell’Università di Milano e quelli dell'Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano ci confermano un legame antico e profondo tra il Tazzelenghe e la regione, tanto da poter parlare di un vitigno "autenticamente autoctono". 

Il Tazzelenghe è imparentato con i vitigni della famiglia dei Refoschi, con i quali condivide quasi il 99% del DNA. Tuttavia, è morfologicamente molto diverso da essi, così come sono profondamente differenti i vini che si ottengono dalle loro uve. 

La pianta del Tazzelenghe è di buona vigoria e piuttosto resistente alle malattie; il suo grappolo, relativamente spargolo, non è soggetto a muffe. 

Queste caratteristiche farebbero pensare a un vitigno di facile gestione, ma la realtà è diversa. 

La difficoltà principale è dovuta al suo ciclo vegetativo, tra i più lunghi in assoluto: è uno dei primi vitigni a fiorire e uno degli ultimi ad arrivare a maturazione completa. 

Normalmente la vendemmia avviene a ottobre inoltrato. Inoltre, la pianta soffre gli eccessi di calore e di piovosità. 

Per ottenere uve capaci di regalarci un grande vino, risulta di fondamentale importanza la giacitura del vigneto: è necessaria la collina con un'ottima esposizione al sole. 

La vera sfida per i "Custodi del Tazzelenghe" è portare le uve a una piena maturazione aromatica; senza questo passaggio, il vino non risulterà mai equilibrato, nemmeno dopo lunghi affinamenti.

L' acino ha una buccia blu-nera, molto pruinosa.

La Forma del grappolo è cilindrica, di medie dimensioni, con evidenti "ali".

L' acino: Medio-grande, di forma sferoidale leggermente schiacciata.

La foglia: Mediamente grande, pentagonale e trilobata.

L' Epoca di maturazione tardiva, richiede una stagione di crescita molto estesa.

I numeri della rarità Oggi il vitigno Tazzelenghe è coltivato da poco più di una decina di aziende. Gli ettari vitati totali sono circa 18-20: parliamo dello 0,06% della superficie vitata totale del Friuli Venezia Giulia. 

Contiamo meno di 20 etichette per una produzione complessiva che si attesta intorno alle 25.000 - 30.000 bottiglie

Parlando di questo vino, il concetto di "prodotto di nicchia" assume una nuova dimensione, come dimostra la tabella di confronto sulle superfici vitate di alcuni grandissimi vini italiani:

Vino / DenominazioneEttari Vitati (circa)Rapporto rispetto al Tazzelenghe
Tazzelenghe18 ha
Sassicaia (Bolgheri Sassicaia DOC)75 haÈ 4 volte più esteso
Barolo (DOCG)2.200 haÈ 120 volte più esteso
Brunello di Montalcino (DOCG)2.100 haÈ 115 volte più esteso
Amarone della Valpolicella (DOCG)8.300 haÈ 460 volte più esteso
Prosecco (DOC + DOCG)35.000 haÈ quasi 2.000 volte più esteso

Il Tazzelenghe è meno di una goccia nel mare, più raro del panda gigante

Ma attenzione: ci siamo innamorati di lui per un unico e solo motivo. 

Il vino Tazzelenghe è buono!



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