02 Jun
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L’indirizzo del vitigno Tazzelenghe è: COLLI ORIENTALI DEL FRIULI.“Un giardino chiamato vigneto”, così lo raccontava il formatore al corso per Sommelier,così lo riconosco tutte le volte che ci passo.Filari ordinati, erba tagliata, fiori.Il bosco che si alterna alla vigna.Ti viene voglia di spegnere l’aria condizionata, di rallentare, di abbassare i finestrini cosìche possano entrare il cinguettio degli uccelli, il profumo del verde e quel filo di brezza cherende il caldo sopportabile. Sopportabile almeno per i foresti.Sicuramente una delle zone vitivinicole più belle d’ Italia, e quindi del mondo.Nel mio personalissimo tabellino la più bella in assoluto. Ben tenuta. Curata. Ma ancoravera, viva, autentica.La zona di elezione del Tazzelenghe è una sorta di anfiteatro naturale: a nord le Alpi Giulieproteggono dal freddo, e il semicerchio che queste colline formano sembra progettato peraccogliere le brezze marine che mitigano il clima.Questo crea un microclima perfetto: caldo in estate, in alcuni momenti anche torrido, masempre rinfrescato dal muoversi dell’aria, soprattutto nelle ore notturne.Gli sbalzi climatici giorno/notte consentono al vitigno Tazzelenghe di svilupparequell’aromaticità che poi troveremo nel vino. E’ proprio questa escursione termica a dare alTazzelenghe i suoi profumi più caratteristici: mora selvatica, ribes nero, erbe officinali,pepe nero, grafite e sottobosco, e a preservare la sua acidità verticale, cruciale per un vinolongevo.Ora vi devo confessare il vero segreto del Tazzelenghe, e, ad essere onesti, di praticamentetutti i vini ottenuti dai vitigni coltivati in questa zona. Non preoccupatevi, dopo avervisvelato il segreto non dovrò uccidervi, è un po' un segreto di Pulcinella.Il segreto si chiama “PONCA”. Il segreto è il sottosuolo dei Colli Orientali del Friuli.In termini geologici parliamo del “Flysch Eocenico”, ma se chiedete a un vignaiolo localeuserà la parola “Ponca”.Ma la PONCA che cos’è ?Immaginate una gigantesca "millefoglie" (tra l’altro uno dei miei dolci preferiti) di sasso, undolce geologico creato circa 50 milioni di anni fa.Anticamente questa zona era un vasto golfo marino. Nel corso dei millenni, sedimentiportati dai fiumi si sono depositati strato dopo strato sul fondale marino: argille finissime,sabbie, resti organici calcificati. Con il sollevamento delle Alpi, queste rocce sono emerse,creando le colline che ammiriamo oggi.La Ponca è proprio questa alternanza ritmica di strati:1. MARNE: Argille grigio-azzurre, ricche di calcare, nate dai sedimenti più fini.2. ARENARIE: Sabbie più dure, create dai sedimenti più grossolani.
Ore non resta che da chiederci perché mai questa “PONCA” sia così preziosa.La Ponca è un terreno povero, non fertile. Costringe la vite a spingere le sue radiciprofondamente tra le fessure degli strati rocciosi, alla ricerca di acqua e nutrimento.Questa "fatica" è il segreto della sua qualità. Le marne (l'argilla) sono fantastiche pertrattenere l'acqua a grande profondità, agendo come una riserva idrica durante le estati piùsecche, mentre le arenarie (le sabbie) garantiscono un ottimo drenaggio, evitando ristagniidrici superficiali che il Tazzelenghe detesta.E poi c'è la chimica: la Ponca è un terreno alcalino, ricco di calcare attivo e dimicroelementi minerali. Questo mix minerale viene assorbito dalla pianta e trasmessoall'uva, regalandoci quella sensazione di sapidità, mineralità e quell'acidità vibrante e"nervosa" che è il marchio di fabbrica di ogni Tazzelenghe.Il Tazzelenghe non è un vitigno “comodo”. Ha vigoria, tannini aggressivi e maturazionetardiva. In pianura produrrebbe vini duri e squilibrati.La Ponca invece lo costringe a lottare. Deve far fatica, tra gli strati di marna e arenaria allaricerca di acqua e nutrienti. Trovati, i nutrienti verranno concentrati nell’uva, la parte piùimportante della pianta.In Friuli si pensa prima a ciò che produce, poi a ciò che è casa, poi a tutto il resto.Come la nonna che prima di andare a dormire spazzolava la vacca che riposava nella stalla,e quando le figlie ingelosite si lamentavano, lei rispondeva: “Voi non fate mica il latte!!!”Così si comporta il vitigno Tazzelenghe. Prima all’uva, che dovrà dare un grande vino.

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